“La mia esperienza di danzatrice all’estero”
Relatore: Rosella Fanelli,
Danzatrice/Coreografa Danza Indiana Kathak
Mi chiamo Rosella Fanelli , italiana vissuta in India per oltre 15 anni dove ho studiato in modo approfondito uno stile di danza classica indiana : il KATHAK. Attualmente svolgo la professione di Danzatrice in Italia, India e all’estero.
La mia esperienza di lavoro in India come danzatrice professionista mi ha portato a conoscere un paese incredibile in tante sfaccettature, ho conosciuto l’apparato governativo nell’ambito culturale per aver partecipato a moltissimi festival organizzati dal governo indiano.
Ho trovato accoglienza e benevolenza nei miei confronti, per loro era un orgoglio sapere di una ragazza italiana che si appassiona così tanto alla danza indiana.
Nel 2005 il ministro della Cultura dell’Uttar Pradesh mi ha scelto come testimonial per una tournée in Europa riguardante la promozione del turismo e della cultura indiani..
Il rientro in Italia nel 2006, invece è stato un po’ traumatico. Un po’ per la difficoltà generale che dilaga nel mondo dell’Arte, un po’ perché mi sono sentita escludere dai vari circuiti lavorativi proprio per essere stata poco presente, come spesso mi è stato detto, ad “attendere” il mio “turno” qui in Italia.
Vorrei fare presente che ad esempio negli Stati Uniti ho avuto una gradita accoglienza e lì persone come me così specifiche e specializzate in un settore, sono più apprezzate.
Il mio lavoro di coreografa, regista e insegnante di danza indiana, tecniche applicate al teatro, yoga, vuole essere un contributo per poter costruire qui nel mio paese una sorta di comunicazione tra persone di diversa razza o religione, vuole essere una risposta alla politica di integrazione, interculturalità e globalizzazione a cui sta tendendo il nostro pianeta.
Credo che lo studio di tali arti orientali basate sulla disciplina, l’accettazione e l’umiltà possono insegnare valori profondi ai nostri ragazzi che potrebbero avere più parametri a disposizione.per esempio se queste fossero materie d’insegnamento nelle scuole e nelle università come oggetti di ricerca.
Purtroppo i mass media in Italia non fanno altro che proporre la danza come una sorta di “distrazione”, un modo di come passare il tempo libero…e ciò che propone lo schermo diventa una moda , diventa lo spettacolo “più richiesto” dagli impresari teatrali.
La danza indiana non è solo un modo per divertirsi..è un qualcosa che invece ti mette in contatto con il tuo sé interiore, ti crea un “cavo” teso tra il tuo intimo e il mondo.
Ti mette in moto anima e cervello, per esempio l’arte di contare il ritmo, tipica della danza kathak, è come se ci preparasse a contare i nostri respiri, i battiti del nostro cuore rendendoci sempre più consapevoli, presenti e facendo divenire il tempo “infinito”..
Comunque tutto il Mondo della Danza in generale dovrebbe aprirsi alle danze provenienti da altre culture, cercando di costruire attraverso la comunicazione artistica fatta di scambi, performances, fusion, un dialogo tra i vari popoli. In questo modo si può contribuire concretamente, e non solo a parole, ad abbattere le barriere culturali e le differenze di religione che spesso creano violenza.
Propongo :
Inserimento della Danza Indiana all’interno delle Università come materia d’insegnamento nei corsi umanistici e Dams.
Inoltre nelle scuole primarie e secondarie per bambini e adolescenti come discipline che aiutano a trovare la concentrazione, la disciplina, l’autocontrollo, e sviluppano l’immaginazione aumentando la percezione del tempo e dello spazio.
Vorrei inoltre chiedere al Governo italiano di trovare un modo per poter dare una collocazione a tutti quelli che come me hanno trascorso parte della loro vita all’estero studiando, penetrando altre culture e con la voglia di condividere, e lavorare qui perché il viaggio più bello sia un ritorno verso il proprio paese d’origine.
Rosella Fanelli
Danzatrice/Coreografa KATHAK
Brevi note per chi volesse saperne di più:
La danza Kathak si origina nel Nord dell’India e rappresenta una sintesi tra la cultura induista e quella islamica. Infatti è l’unica danza tra gli stili classici che può vantare un doppio repertorio hindu e islamico.
Per questo motivo lo spirito religioso devozionale si mescola a quello sensuale e raffinato della tradizione Moghul tipica del Nord dell’India fino alla fine del 18 sec ..
La Danza in India acquista un valore profondo e per chi la pratica diventa un vero e proprio stile di vita…a volte richiede una dedizione totale sia durante gli anni di studio che successivamente nello svolgimento della professione di Performer e di Guru (Maestro).
La Danza indiana si tramanda secondo la tradizione della Gurushishya Parampara, ovvero la trasmissione da Guru a discepolo.
Io ho avuto tale esperienza essendo stata per oltre 15 anni insieme al mio maestro di danza Pandit Arjun Mishra.
Si tratta di abbracciare tutta una situazione che spesso non consiste solo in “lezioni di danza”,bensì in una condivisione generale della vita in tutti i suoi aspetti..(burocratici, economici,..)
La figura del danzatore indiano è anche quella del coreografo, regista, molto spesso costumista, sceneggiatore.