“Mettersi in rete per creare più spazi”
Teatro Comunale di Ferrara
Relatori: Gisberto Morselli, Direttore artistico, Alessandra Zagatti Presidente
La danza in Italia vive tuttora una condizione di marginalità rispetto alle altre forme di spettacolo. Pur considerando che le distinzioni di genere fra teatro e danza in molti casi si sono attenuate fino a diluirsi in nuove forme spettacolari, non c’è dubbio che una cultura di danza in Italia debba percorrere un lungo cammino prima di potersi dire consolidata.
Tra le ragioni storiche e strutturali che hanno determinato questa situazione vi è probabilmente da considerare il ruolo esercitato dalla tradizione operistica. In quanto “Paese del melodramma”, la danza è stata per lo più oscurata dall’opera lirica, o vista in una funzione ancillare rispetto ad essa. Non a caso, fino a pochi anni fa non esisteva un riferimento normativo specifico per la danza, accorpata semplicemente alla musica, e ancora oggi all’interno del FUS la quota assegnata all’attività coreutica è estremamente ridotta.
Rispetto al balletto classico, poche Fondazioni lirico-sinfoniche dispongono ancora di corpi di ballo, e ancor meno hanno al loro interno scuole, la cui permanenza viene spesso messa in discussione.
L’aspetto della formazione, peraltro, è uno dei più problematici, per l’assenza di criteri di valutazione sull’attività della miriade di scuole del genere più diverso attive un po’ ovunque, al cui interno non esistono controlli sulla qualità dell’insegnamento.
Nonostante le pesanti limitazioni di cui soffre la danza italiana, con compagnie spesso sull’orlo della sopravvivenza, e con una complessiva carenza di spazi adatti alle rappresentazioni – non sempre i teatri d’opera si adattano alla danza contemporanea – alcuni segnali positivi sono riscontrabili negli ultimi anni.
Una maggiore presenza di circuiti distributivi, che in alcune regioni ha consentito di ampliare il numero di città ospitanti compagnie di danza, l’apertura di uno spazio come Cango a Firenze, dove si realizza una felice integrazione fra l’attività della compagnia che lo gestisce e l’apertura alle arti contemporanee, l’esistenza di festival e rassegne in un buon numero di città, sia con un respiro storico che di nascita più recente.
In Emilia-Romagna accanto alle città che da molti anni programmano danza, soprattutto ma non solo contemporanea, come i Teatri di Reggio Emilia e Ferrara, ha intensificato la sua attività il Teatro Comunale di Modena mentre Parma ha avviato un suo festival di balletto e Santarcangelo presenta da tempo una riuscita commistione fra danza e teatro.
A Ferrara da molti anni la programmazione del teatro si è caratterizzata per l’attenzione rivolta al teatro-danza nelle sue diverse declinazioni, dal Tanztheater alla danza fiamminga, senza trascurare esempi significativi provenienti da altri continenti, con uno sguardo attento a quanto di più innovativo si affaccia sulla scena internazionale.
I più importanti artisti italiani sono stati sempre presenti, e il Teatro ha sviluppato un’attitudine a commissionare progetti, con una diretta partecipazione coproduttiva.
Ha inoltre perseguito regolarmente una attività di formazione del pubblico, con interventi in diverse direzioni.
La promozione della danza, nell’azione del Teatro Comunale di Ferrara, passa attraverso differenti sequenze.
Un capitolo importante è rappresentato dalla progettualità che si rivolge alla formazione: in parallelo all’ospitalità di compagnie e artisti italiani nelle Stagioni di Danza e in quella Ragazzi si sono proposti corsi di aggiornamento per insegnanti di scuola primaria e secondaria di 1° grado (danza educativa), attività formativa dedicata a gruppi classe di scuola media secondaria di 2° grado e al mondo universitario con l’intervento di studiosi e critici (Eugenia Casini Ropa, Franca Zagatti, Andrea Nanni, Monica Francia).
Un altro elemento formativo è costituito dall’organizzazione di workshop con coreografi e danzatori al fine di creare occasioni di formazione per insegnanti che operano all’interno di scuole di danza a Ferrara.
Dal 2006 il Teatro Comunale di Ferrara è entrato a far parte della rete Anticorpi che promuove giovani gruppi indipendenti di danza d’autore, prevalentemente provenienti dalla regione Emilia Romagna, presentando, all’interno della propria stagione, un tracciato dedicato a giovani danzatori. Questa rete ha già coinvolto anche operatori di altre regioni (Marche, Veneto e Lazio) creando le occasioni per far circuitare la giovane danza.
Per favorire la crescita artistica dei ‘professionisti della danza’ sarebbe necessario far moltiplicare le residenze, costruire le condizioni perché coreografi e danzatori possano trovare il clima adatto alla creazione.
Dal 2006 il Teatro Comunale di Ferrara organizza due giornate dedicate alla videodanza per cogliere l’intersezione fra le varie espressioni artistiche. Sarebbe interessante ricercare questi incroci (danza, cinema, video, performance…) per cogliere fermenti nuovi e nuovi possibili itinerari per la danza.
a cura del Direttore Gisberto Morselli
e della Presidente Alessandra Zagatti