“Chiediamo diplomi spendibili, come è per gli studenti di ogni altra materia”

 

 

Consulta degli studenti dell’Accademia nazionale di danza

Relatori: rappresentanti della Consulta

 

 

 

La Consulta degli studenti dell’Accademia Nazionale di Danza, svolgendo la sua funzione rappresentativa, partecipa vivamente ad un evento politico di tale calibro.

Gli argomenti che saranno oggetto di discussione non saranno meno rilevanti di una problematica che sottoponiamo alla Vs attenzione: il futuro dell’Arte della Danza e dei giovani studenti.

 

Nell’a.a. 2004/2005 presso l’Accademia Nazionale di Danza, Istituto di Alta Cultura, furono istituiti i Bienni specialistici mirati all’inserimento dell’insegnamento della Danza “nella scuola pubblica e privata di ogni ordine e grado”, così come furono previsti i relativi sbocchi professionali attraverso i decreti ministeriali. Ad oggi non abbiamo avuto risposte tangibili.

Garantire l’esistenza concreta degli sbocchi lavorativi dei Bienni specialistici, renderebbe spendibili i Diplomi accademici di Secondo livello e comporterebbe il rispetto del diritto al lavoro e di quelli economici ad esso connessi e su cui la nostra Repubblica si fonda. Noi studenti dell’Accademia Nazionale di Danza siamo gli unici casi sul territorio, a non avere effettivi posti di lavoro a cui accedere dopo tanto studio, l’investimento di tante risorse economiche e di ogni genere.

Non siamo forse anche noi i lavoratori del domani?

 

La Danza risulta totalmente assente dal panorama Statale, a differenza della Musica. Ciò è in contraddizione con l’impostazione dei Paesi dell’Unione Europea, americani e di altri continenti in cui la Danza è materia d’insegnamento nelle Scuole pubbliche.

L’assenza di scuole ad indirizzo coreutico rende inattuabile il circuito Scuola-Alta formazione-mercato del lavoro, fondamentale per la spendibilità dei diplomi e ha una grave ricaduta anche sul settore privato il quale, senza “modelli di riferimento” definiti dallo Stato, si trova nell’impossibilità di realizzare, come prevede la stessa legge 508, convenzioni con scuole pubbliche, per creare un percorso di studi integrato, riconoscibile e valido per l’accesso all’Alta formazione.

Non tutelando gli standard qualitativi lungo tutto il percorso formativo e non fornendo modelli di riferimento, lo Stato non solo lascia spazio all’improvvisazione, ma legittima, seppur indirettamente, la confusione in cui versa attualmente la Scuola pubblica che, in assenza di una corretta informazione e di una normativa specifica, affida l’insegnamento della danza (inserito nelle attività non curriculari) anche a persone non qualificate se non addirittura ad autodidatti.

 

Non dimentichiamo che la Danza costituisce un indirizzo culturale.

 

Il problema della Formazione è ancora rilevante ma gli studenti volgono lo sguardo oltre, verso il futuro dell’Arte della Danza, verso il mondo post-Accademia, quello lavorativo e invitano lo Stato ad eliminare gli ostacoli, a garantire le classi di concorso, i posti di lavoro pubblici per cui si sta studiando, ad istituire le scuole ad indirizzo coreutico per offrire agli allievi un approccio culturale alla disciplina tersicorea, metodologicamente corretto e coerente con i principi fondanti della Scuola, e garantire al minore nell’età evolutiva la necessaria tutela per un corretto sviluppo psico-fisico.

 

Per ciò che concerne le proposte, un’idea innovativa potrebbe essere l’inserimento dei diplomati presso l’AND sul territorio nazionale, regionale, provinciale e comunale come figure professionali atte a ricoprire ruoli rilevanti, all’interno di eventi culturali e concorsi, nella gestione e nella direzione di piccoli teatri.

Propongono inoltre che venga garantita loro la precedenza per ciò che riguarda le collaborazioni svolte nelle Scuole pubbliche, che attualmente inseriscono l’insegnamento della danza come attività extra curriculare, attraverso l’istituzione di graduatorie pubbliche trasparenti e regolate da leggi chiare e definite.

 

 

 

La Consulta degli Studenti dell’AND ringrazia l’On. Pietro Folena e l’Associazione WDA Europe per l’interesse mostrato verso le problematiche del mondo della danza, per la promozione di tale iniziativa, per aver invitato e ascoltato gli studenti, voce e futuro dell’Arte della Danza e del Paese.

 

 

La Consulta degli studenti

dell’Accademia Nazionale di Danza