“Formazione - Realtà, condizioni e progetti”
Scuole private pugliesi
Relatore: Angela Barbanente
Tra le attività “ludico-sportive” offerte nel territorio Pugliese lo studio della Danza Classica e della Danza Moderno-contemporanea risulta essere tra le più seguite dai giovani. Migliaia di ragazzi e ragazze, ogni anno infatti, si cimentano in Saggi, Concorsi, Stages e Rassegne in cui la loro passione per l’arte coreutica viene pienamente soddisfatta.
Una recente ricerca sul nostro territorio, ci consente di affermare l’esistenza di oltre un “migliaio” di Scuole di danza private, di Centri sportivi e Palestre in cui la danza viene insegnata a fanciulli e giovinette appartenenti ad una fascia di età compresa fra i 4 e i 18 anni.
E’ naturale che, tenuto conto della presenza, nel bacino d’utenza, di referenti di giovane età, corre l’obbligo fare un’analisi approfondita sul livello di preparazione tecnico-professionale di coloro i quali sono chiamati a prestare la propria opera educatrice nei confronti dei predetti.
A tal fine si pone l’attenzione di codesto “Tavolo di concertazione” sulle problematiche e i pericoli che un errato insegnamento della danza può provocare in piena età “evolutiva”.
Il livello di preparazione del personale “docente” delle Scuole di danza private.
Dettagliate indagini sull’attuale situazione ed esperienze dirette (basta assistere ad alcune manifestazioni di danza aperte al pubblico), hanno evidenziato che nelle Scuole private la danza viene insegnata da docenti non qualificati, e, nei casi più gravi, da personale “improvvisato” e, come conseguenza di ciò si corre il rischio, che diviene una certezza, che gli aspetti “didattico-formativi” risultino essere trascurati, in quanto completamente sconosciuti dai soggetti. D’altra parte non può essere trascurato un aspetto sulla sicurezza e la salute degli allievi, che a volte viene messa in pericolo con la frequenza di scuole, aperte da personale inesperto, non in regola con le semplici normative di “licenza comunale” come servizi igienici idonei, uscite di sicurezza, materiale ignifugo e quant’altro previsto dalla normativa sull’apertura dei locali di pubblico spettacolo.
Analisi metodologico-didattica
Come accennato, quindi, spesso i requisiti didattici e metodologici, idonei a una corretta impostazione del lavoro coreutico, sono trascurati.
L’insegnamento della danza, al contrario, presuppone una approfondita e attenta conoscenza sia dell’aspetto ”fisiologico”, che “psicologico” dell’allievo.
Prima di diventare un “primo ballerino” o un “etòile” ogni “talento” è un fanciullo che cresce, che si rapporta con gli altri, affronta difficoltà e timori, si relaziona con gli altri e con se stesso.
Pertanto, ogni docente di danza ha il dovere di tutelare la “salute fisica e mentale” dell’allievo, in quanto è tutta nelle sue mani la responsabilità didattica e formativa.
L’esperienza di danzatore e coreografo può sicuramente agevolare il percorso di un docente, ma lo studio dettagliato e approfondito di alcune materie specifiche, quali l’anatomia, le patologie scheletrico-muscolari e le relative terapie, la psicologia dell’età evolutiva e la stessa pedagogia, potranno sicuramente contribuire al successo di un “docente di qualità”.
Soluzioni e proposte
L’impostazione di un “corpo che danza” deve essere affidato, in conclusione, a docenti qualificati, a coreografi o ballerini con accurata esperienza didattica, il cui intento deve essere soprattutto quello di tutelare la “Salute Pubblica”.
Lo Stato, con la legge 599/99 ha posto rimedio a tale necessità, prevedendo la formazione di soggetti “laureati” in Metodologia della Danza, che, attraverso un piano di studi di preparazione professionale seguito presso l’unica istituzione accreditata, l’Accademia Nazionale di Danza, conseguono l’abilitazione ad insegnare la danza.
E’ naturale, quindi, che per salvaguardare l’ambito formativo, didattico e metodologico dei nuovi Docenti di Danza diplomati o laureati presso l’Accademia Nazionale, questi soggetti acquisiscono “de quo” lo status e la titolarità a sostenere corsi di danza.
Al fine tuttavia di non sottrarre ai soggetti già titolari di una scuola di danza e sprovvisti del citato Diploma di Laurea, la possibilità di continuare la propria attività, nasce l’esigenza di consentire agli stessi di perfezionare la propria formazione, adeguandola ai piani di studi sopra accennati.
Da qui parte la proposta di istituire dei Corsi Regionali obbligatori di Formazione con cadenza biennale per dare loro l’opportunità di intraprendere un regolare e corretto studio metodologico.
Effettuare continue verifiche e controlli sul territorio, nominando delle commissioni di controllo così come già normalmente accade presso Scuole Statali o private parificate.
L’ insegnamento della danza deve assurgere a “dignità formativa”, come lo sono la Musica, l’Educazione Fisica, l’Inglese, l’Italiano ecc., facendola uscire dall’ “improvvisazione” e dal “pressapochismo”, dandole la possibilità di entrare definitivamente nella Scuola Statale primaria e secondaria di 1° grado, attraverso percorsi progettuali pomeridiani, e nella Secondaria di 2° grado, istituendo le sperimentazioni dei licei Musicali-coreutici.
In tal modo la danza, un’arte ricca di storia e cultura, comincerebbe ad essere affrontata con serietà.
Prof.ssa Angela Barbanente
(Presidente della Commissione Progetti e referente Regionale WDA-Europe)