Gentili Signori, in un momento difficile come questo, nel quale sulla danza grava seriamente il rischio di una perdita d'identità che la induce a confondersi con ambiti del tutto diversi (sport d'esibizione, circo, avanspettacolo, momenti ricreativi), la nostra associazione culturale, da sempre attiva nel dare impulso a tutte quelle attività che possono contribuire a divulgare e a offrire spazi alla danza professionistica, ha in cantiere già da alcuni anni un progetto che mira a far nascere una stagione di balletto internazionale a Teramo, che sarebbe di fatto la prima e l'unica in Abruzzo.

Nonostante la disponibilità da parte della Società della Musica e del Teatro "Primo Riccitelli" di Teramo a prendere parte a questa importante operazione culturale, che avvicinerebbe l'Abruzzo alle regioni del nord Italia, l'operazione stenta a partire per la ragione più semplice di questo mondo: i finanziamenti locali non sono sufficienti, e da parte dei privati c'è scarsa o non adeguata collaborazione. A questo punto, il disegno di legge Rutelli potrebbe dimostrarsi una carta decisiva per il reperimento delle risorse necessarie. Sarà così? Osservo e registro da qualche anno, anche a Teramo, gli effetti di una volontà precisa da parte delle istituzioni nazionali a dare appoggio a iniziative per la programmazione teatrale, e a rilanciare per conseguenza una cultura teatrale sul
territorio. Tuttavia, come ognuno sa, il teatro è una cosa, il balletto ne è un'altra.

Ciò che mi auguro è che si attuino piani e compartimenti di legge specifici per chi intende programmare la danza ad alto livello, senza rischiare di andare sistematicamente in perdita - così come è capitato a noi negli ultimi cinque anni di attività. E soprattutto spero che, da parte del Parlamento italiano, vi sia l'accortezza e lungimiranza sufficiente per capire che la cultura è in primo luogo SERVIZIO reso alla collettività, per garantirgli un benessere non solo materiale ma anche civile e morale. Ricordiamo le parole di Paolo Grassi per un teatro d'arte come servizio pubblico, accessibile a tutti, non banalmente ludico e sensazionalistico ma capace di innovare e di innovarsi? Spero e auspico di sì.

Molte grazie, e con viva cordialità.
Silvio Paolini Merlo
AISACS "Liliana Merlo"
TERAMO