In qualità
di manager che opera su scala internazionale, vorrei che iniziative come queste
potessero finalmente far riflettere i nostri politici di quanto la danza è patrimonio
poco considerato nel nostro paese. Trovo altamente non formativo il continuo pericolo
di chiusura delle compagnie italiane e la poverissima programmazione di
balletto dei teatri d'opera italiani rispetto a quelli esteri. Perché non ci
sono programmi educativi di alto livello che incentivino le nuove generazioni?
Perché non si creano dei circuiti che spingano i conservatori o le accademie ad
avere possibilità di assistere gratuitamente a prove di spettacoli? Mille sarebbero
le domande che vorrei fare.
Questo significa disincentivare i giovani alla professione coreutica, creare problemi
di lavori ai professionisti già in carriera e portare lentamente così un
patrimonio importantissimo (insieme a quello dell'opera) alla lenta estinzione.
Mi unisco perciò a tutte le vostre voci che chiedono più considerazione e soprattutto
rispetto per questa forma d'arte che grazie a nomi di talento, è stata sempre
motivo d'orgoglio per il nostro Paese.
Dr. Antonio Desiderio
Roma