Io credo che da questo convegno debba emergere la traccia di una nuova dignità per la categoria dei tersicorei italiani. La soppressione dei Corpi di ballo in numerosi enti lirici, la mancanza di una Compagnia nazionale di danza Accademica-Contemporanea, il disperdersi di quell’immenso patrimonio d’arte derivato dalle tradizioni popolari., l’inadeguatezza o l’assenza di strutture regionali per la formazione professionale, la questione della pensionabilità dei ballerini consegnati all’inattività in età ancora giovanile, continuano a rappresentare alcuni dei seri problemi della danza italiana.
Se aggiungiamo le innumerevoli difficoltà incontrate dalle compagnie nella circuitazione, il gravoso peso degli oneri sociali, i lunghi ritardi burocratici nell’assegnazione dei contributi, la mancanza di un sostanzioso incoraggiamento alle iniziative private costrette a muoversi tra gli esorbitanti costi dei noleggi teatrali e tra elefantiaci burocratismi, la RAI TV completamente estranea ai programmi che abbracciano l’attività lirica e di balletto, riusciremo a comporre un quadro che, oltre a collocarci agli ultimi posti del panorama europeo, costituisce per i giovani un serio ostacolo a promuoversi all’interno di una cultura di cui nessuno ha voluto rendersi garante.
Milano, 18 settembre 2007
Aldo Masella
Direttore della Scuola di Teatro
del Teatro Carcano di Milano.